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Dental Tribune Italian Edition 01/11

4 Anno VII n. 1 - Gennaio 2011 News e Commenti INVITED SPEAKERS Baraldini V. (IT) Cantatore G. (IT) Gutknecht N. (D) Nammour S. (B) Parma Benfenati S. (IT) Rocca JP. (FR)Rocca JP. (FR) Roncati M. (IT) Shapira J. (IL) Sculean A. (CH) Sibbet W. (UK) Stabholz A. (IL) Wilder-Smith P. (USA) Departm ent of Oral Sciences “Sapienza” University of Rom e June 9th - 11th, 2011 Deadline for abstract submission 15-02-2011 www.wfld-ed-rome2011.com RO M E light time good time light time good time Implantologia dentale: quasi un milione di italiani sotto i ferri Conclusa un’estesa ricerca Key-Stone – istituto specializzato nel settore della sa- lute e benessere – svolta su un campione rappresentativo di oltre 800 dentisti ed effettuata in collaborazione con la SIO, Società Italiana di Implantologia Osteoin- tegrata. Tema: le evidenze dello sviluppo dell’implantologia orale, tra innovative tecniche chirurgiche e ruolo crescente del paziente. Due terzi degli Studi praticano implantologia Sono ormai oltre 24.000 gli Studi dentistici che praticano implantologia, di questi poco più del 20% si avvale di un consu- lente esterno e il 13% si dichiara specializzato in implantoprotesi. La percentuale di Studi che pra- ticano questa disciplina aumen- ta del 5% all’anno, passando dal 55% del 2006 al 67% del 2010. Implantologia soprattutto negli Studi più grandi La segmentazione per anno di apertura evidenzia un progres- sivo incremento della base di trattanti negli Studi più recenti. All’aumentare delle dimensio- ni dello Studio la percentuale di coloro che praticano implanto- logia evolve in modo significa- tivo, tanto da raggiungere quasi il 90% negli Studi con tre o più poltrone. Quasi un milione di italiani sotto i ferri Laproiezionestatisticasultota- le dell’universo di riferimento porta a stimare in circa 900.000 i pazienti che sono stati sottoposti a trattamenti implantari nell’ulti- mo anno, con una media di circa 40 per ogni Studio dentistico. Un fenomeno particolarmen- te sviluppato nel Nord Italia e negli Studi di più antica apertura Nel Centro Sud il numero infe- riore di pazienti è probabilmente dovutoancheaunamaggiorepre- senza di Studi di piccole dimen- sioni. Gli Studi meno recenti hanno una base di pazienti leg- germente più ampia, grazie forse a una clientela maggiormente consolidata. È significativo che, all’aumentare delle dimensio- ni, il numero medio di pazienti aumenti considerevolmente. Fondi integrativi e coperture assicurative favoriscono lo sviluppo Nonostante in Italia non esistano vere e proprie poliz- ze assicurative per le patologie odontoiatriche, se non per cure dentarie susseguenti a infortuni, quando lo Studio dentistico tratta anche pazienti con possibilità di rimborso parziale o totale – come nel caso dei fondi di assistenza sanitaria integrativa – il numero medio di pazienti trattati è oltre il 50% oltre la media. Competenze specifiche e spe- cializzazione fanno aumentare i pazienti Gli specializzati e iscritti a società scientifiche hanno un numero più elevato di pazienti. In particolare i dentisti con più di dieci anni di esperienza in chi- rurgia impiantare vantano un numero medio doppio di pazienti rispetto a chi pratica la disciplina da meno di cinque. Interessante l’ingresso nella pratica quoti- diana di nuove tecniche, come la chirurgia guidata assistita e l’implantologia a carico imme- diato, che consente ai pazienti di disporre della protesi immedia- tamente dopo l’intervento. Sistemi diagnostici all’avan- guardia Non solo radiografia pano- ramica, ma anche tomografia computerizzata e software dia- gnostici stanno entrando nella pratica quotidiana dei dentisti italiani: il 75% dei dentisti usa anche la TC e il 30% i software diagnostici. Italiani sempre più informati e consapevoli Il 60% dei dentisti dichiara che in modo crescente i pazienti arrivano in Studio già informati sulle possibilità della chirurgia implantare. E, secondo tre quar- ti degli implantologi, sempre più spesso il paziente giunge in Stu- dio già deciso a sottoporsi a un trattamento. Secondo Roberto Rosso – presi- dente Key-Stone – “è soprattut- to l’idea del risparmio, non solo economico ma anche biologico, a guidare le scelte dei pazienti. Gra- zie all’implantologia si possono effettuare riabilitazioni riducen- do il numero di elementi protesici, contrariamente a quanto avviene per i tradizionali ponti. Ciò porta a valutare con attenzione l’im- portanza di una corretta comu- nicazione degli operatori verso il pubblico. Il commento prosegue con alcune valutazioni sul merca- to: “D’altro canto ancora una volta è dimostrato come siano i dentisti più evoluti da un punto di vista professionale e imprenditoriale ad ottenere migliori risultati in termini di pazienti e volumi, a dimostrazione di una doman- da fortemente influenzata dalla qualità dell’offerta di prestazioni odontoiatriche”. Per ulteriori informazioni: Tel 011-3119430 ufficiostampa@key-stone.it www.key-stone.it Sabato 20 novembre nell’Aula magna “Maurizio Ascoli” del Policlinico P. Giaccone di Palermo, l’Andi Sezione di Palermo ha organizzato un convegno dal titolo “Libere professioni ed abusivismo in ambito sanitario: è ora di cambiare le regole”. Gli intervenuti hanno sottolineato il fatto che l’impianto san- zionatorio è obsoleto, poiché riconduce a una legge dello Stato del 1934. C’è una proposta di cambiare il testo dell’art. 348 c.p. “Chiunque abusivamente esercita una professione [c.p. 359], per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [c.c. 2229], è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103 a euro 516)”, mentre il nuovo d.l. punirebbe con l’arresto sino a due anni e con l’ammenda da € 10.329 sino ad un massimo di € 51.646 e la confisca delle attrezzature. Antlo ha presentato un comunicato in cui si evince la presa di posizione contraria a tale pratica, aberrando ogni forma di abusivismo e denunciando la mortificazione che ogni giorno subisce la catego- ria odontotecnica, poiché alcuni sotto falso titolo la infangano. Una delle mozioni del comunicato era quella di dare finalmen- te gli strumenti (profilo professionale) alla tanto bistrattata categoria affinché si possa fare “pulizia” dall’interno. “Final- mente – dice il comunicato Antlo – si è giunti alla conclusione che l’abusivismo è alimentato anche dal prestanomismo che in alcuni casi è la sottile linea che demarca tale pratica”. L’Antlo e l’abusivismo al convegno di Palermo organizzato dall’Andi Il principio “denti sani, cuore sano” è valido soprattutto per le donne La tesi dello stretto legame tra salute orale e quella del cuo- re, già ampiamente dibattuta, trae nuovo spunto ora da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università della California (Berkeley). Gli studi clinici, come è noto, vengono spesso compiuti su soggetti di sesso maschile, ma il principio “denti sani = cuore sano” vale anche, e in special modo, per la componente femminile. Oggi se ne ha certezza, grazie a que- sta analisi. Entrando nei dettagli, gli autori della ricerca affermano che le donne in cura odontoia- trica vedono ridursi significati- vamente di almeno della terza parte il rischio di infarto ed ictus e altri disturbi cardiova- scolari. Analoghi benefici non sono stati trovati, invece, per gli uomini dalla ricerca, la quale ha utilizzato i dati provenien- ti da quasi 7000 persone di età compresa tra i 44 e gli 88 anni interpellate nell’ambito di uno studio sulla salute e la vecchia- ia. I ricercatori hanno messo a confronto persone che si erano recate dal dentista durante i due anni precedenti con sog- getti che, nello stesso periodo di tempo, non avevano compiuto controlli. Spiega il principale autore della ricerca, Timothy Brown: “Associazioni tra cure dentarie e malattie cardiova- scolari sono state reperite da molte indagini, ma la nostra è la prima a dimostrare che le cure dentistiche portano ad un minor numero di infarti, ictus e altre malattie cardiovascola- ri”. Dalla ricerca sono state pre- si in considerazione altri fattori di rischio, quali alcol e tabacco, ipertensione arteriosa e indice di massa corporea. Il fatto che uomini e donne non benefici- no in egual misura delle cure dentali non ha completamente sorpreso i ricercatori. Era stato infatti constatato in precedenza che il rapporto tra scarsa salute orale e i marcatori di malattie cardiovascolari varia a secon- da del sesso. Ma nessuno aveva ancora colto le differenze tra gli uomini e le donne per quanto riguarda la possibilità concre- ta di un ictus e di un infarto. Si ritiene che i risultati riflet- tano le differenze del modo in cui uomini e donne sviluppa- no malattie cardiovascolari. Per avere un effetto protettivo, suggeriscono gli autori dell’in- dagine, le cure dentali devo- no precedere lo sviluppo delle malattie cardiovascolari. Gli esperti consigliano pertanto di andare almeno due volte all’an- no dal dentista, così come l’uso di spazzolino e filo interdentale almeno per due volte al giorno. Fonte: Sciencedaily. Ricerca pubblicata il 29 settembre su Health Economics.